Tiziano Terzani
L’Associazione Dare Protezione si ispira e guarda alla figura di Tiziano Terzani come un grande ambasciatore laico di spiritualità universale, esploratore della natura dell'uomo. Dedica l'hospice a lui, che è sapere unito all'azione - sherpa che guida, spera e crede che la conoscenza dell'umanità, perseguita nel rispetto della vita, possa portare vita - e al suo esempio di buona e consapevole morte.
Io ero un corpo: un corpo ammalato da guarire.
E avevo un bel dire: ma io sono anche una mente, forse sono anche uno spirito e certo sono un cumulo di storie, di esperienze, di sentimenti, di pensieri ed emozioni che con la mia malattia hanno probabilmente avuto un sacco a che fare!
Nessuno sembrava volerne o poterne tenere di conto.
Neppure nella terapia.
Quel che veniva attaccato era il cancro, un cancro ben descritto nei manuali, con le sue statistiche di incidenza e di sopravvivenza, il cancro che può essere di tutti. Ma non il mio!
L’approccio scientifico, razionale che avevo scelto faceva sì che il mio problema di salute fosse più o meno quello di un’automobile guasta che, assolutamente indifferente alla prospettiva di essere rottamata o accomodata, viene affidata a un meccanico, e non il problema di una persona che, coscientemente, con tutta la sua volontà, intende essere riparata e rimessa in marcia.
A me come persona, infatti, i bravi medici-aggiustatori chiedevano poco o nulla. Bastava che il mio corpo fosse presente agli appuntamenti che loro fissavano per sottoporlo ai vari “trattamenti”
Tiziano Terzani, da Un altro giro di giostra, Longanesi & C. pag.15.